Lug
02
Inserito da ルッジェーロ il 02 Luglio 2008 Trackback.
Non avrei mai creduto di poter conoscere una tristezza come questa. Come se attorno a me ogni cosa fosse svanita, portata via lontano per essere uccisa e dimenticata.
E qui rimane solo questo senso di completo abbandono-non-essere che spegne quasi ogni desiderio, e coagula convalida la mia condanna ad errante, come colui che sbaglia, sapendo di sbagliare, e persevera, e conosce la distruzione, alla fine. Non conosco ancora la via di fuga, non sono nemmeno certo che esista, sento che questa cosa mi segnerà a vita, ma voglio sperare che vada dimenticata, cancellata, …
Da ora in poi, coltiverò la mia rabbia, e la userò come coltello per torturare il cuore delle persone. Perchè sento e credo e brucio di certezza che lo meritino, sento di non potermi prendere di nuovo tutte le colpe.
Sento di essere obbligato a regalare dolore, per cacellare quello che ho ricevuto, per quanto fosse nascosto e annegato nel bene che da cieco vedevo ovunque.
Ma voglio anche lasciare uno spiraglio, come il lampo di questo sole, che lento si spegne nel banchetto delle nuvole del tramonto.
揺れた空の下 君の手に温もりを只伝えていたい
絶えるまで
Giu
18
Inserito da ルッジェーロ il 18 Giugno 2008 Trackback.

Quando anche il cielo grida la mia rabbia, questo è quello che succede. O forse sono solo manie di grandezza, ma tanto qua scrivo decisamente sbattendomene del giudizio dei posteri nonchè dei contemporanei. E la tempesta arriva, le onde nel canale mostrano le creste, come le onde del mare. E quello che si respira, nell’aria fredda e nella pioggia che graffia attorno, è tanta rabbia. Come se qualcuno dall’alto avesse visto quanto siamo sporchi, e volesse simbolicamente pulire o punire i nostri errori. Forse solo i miei.

Tutto in bianco. Anche volendo fare foto a colori, tutto si perderebbe nel bianco di queste gocce che cadono fittissime. E nemmeno puoi sentire il tuono, tanto forte è il rumore della pioggia. Nemmeno puoi vedere il lampo, perchè è già tutto bianco e abbagliante ma spento attorno a te.
Pochi coraggiosi affrontano quello che rimane della tempesta, la pioggia fitta. Perchè prima, quando tutto era bianco, anche le barche si erano fermate, guadagnando la riva protettiva. C’è stato un istante in cui ogni cosa si è fusa, orizzonte, canale, pioggia, acqua, masegni, sole, ogni cosa si è fusa in bianco, ed è scomparsa. Lì, nessuno camminava. Anche perchè non ci sarebbe stato nulla su cui camminare. Lì, nulla esisteva.
Ma la tempesta è effimera.

Giu
09
Inserito da ルッジェーロ il 09 Giugno 2008 Trackback.
Ancora una volta ammiro la loro battaglia. Nel silenzio assoluto del cielo, la luce sembra tremare, fino ad un istante in cui il sole brilla violentemente, quasi volesse spegnersi e riaccendersi in una supernova, brilla improvviso mentre le nuvole lo raggiungono. Sta battendosi, lottando per affermare il suo dominio sul mondo che conosciamo e come lo conosciamo, luminoso splendente e solare, evidente, inconfondibile. Ma le nuvole avanzano, e portano con loro la voce del tuono. Ed è una battaglia perso. Scritto è che al giorno segue la notte. E tutto il resto è solo spettacolo per i miei occhi. Mangiato il sole, le nuvole si dispongono a semicerchio attorno al punto in cui si trovava, tingendo i loro bordi della luce morente del giorno. E in questo tramonto non c’è nemmeno il sangue, il rosso sangue di un sole ormai stanco, che forse troppo ha donato a dei giorni che non meritavano luce. Come oggi, ingnorato, si inabissa nel mare, e io ghignando penso che ho mangiato altra luce. Donami la tua luce. E io mangerò, e partorirò tenebra. E il figlio ucciderà il padre, …
Scesa la notte, nel silenzio, posso sentire quella voce, la voce che appartiene a quel me stesso che avevo creduto di poter uccidere. La voce che piange. Grida. Reclama vita. E solo di notte lui riesce a svegliarsi, di notte quando altre voci non lo soffocano, quando sono solo con il silenzio, quando non c’è luce per accecarlo.
E nemmeno viene la pioggia, a lavare via il senso di colpa.
Silenzio. Buio.
孤独
Mag
19
Inserito da ルッジェーロ il 19 Maggio 2008 Trackback.
Questa luna si nasconde. E le ombre scivolano dal cielo e lente avvolgono ogni cosa. Lente e silenziose, pazienti, sanno quando possono venire a prendermi. Sanno quando sono indifeso, quando la mia mente vacilla e trema. Dietro la finestra illuminata, non c’è luce. Come se ciò che penso e ciò che vedo fosse solamente illusione, loro silenziose sussurrano riempiendo il vuoto che mi circonda, parlano di silenzio e di quanto rumore ci sia nel silenzio, parlano del buio da cui vengono e di quanto sia accecante la tenebra che le ha partorite. La loro voce è ipnotica, lenta fagocita i miei pensieri e quanto rimane del mio piccolo io lacerato e vagante, fino a che ogni cosa si confonde, e vorrei anche poter smettere di pensare, ma sono annullato, ormai schiavo di una tenebra che dentro me stesso nasce, con sadico orgoglio la ammiro, io che ne sono l’artefice, e la vittima unica. E ora canto con la voce della tenebra, perchè se mai ho sorriso, se mai dentro me fosse esistito un corpo di gioia, ora si è spento, nel silenzio, e nei rumori che dal cielo gridano.