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Inserito da ルッジェーロ il 09 giugno 2008 Trackback.
Ancora una volta ammiro la loro battaglia. Nel silenzio assoluto del cielo, la luce sembra tremare, fino ad un istante in cui il sole brilla violentemente, quasi volesse spegnersi e riaccendersi in una supernova, brilla improvviso mentre le nuvole lo raggiungono. Sta battendosi, lottando per affermare il suo dominio sul mondo che conosciamo e come lo conosciamo, luminoso splendente e solare, evidente, inconfondibile. Ma le nuvole avanzano, e portano con loro la voce del tuono. Ed è una battaglia perso. Scritto è che al giorno segue la notte. E tutto il resto è solo spettacolo per i miei occhi. Mangiato il sole, le nuvole si dispongono a semicerchio attorno al punto in cui si trovava, tingendo i loro bordi della luce morente del giorno. E in questo tramonto non c’è nemmeno il sangue, il rosso sangue di un sole ormai stanco, che forse troppo ha donato a dei giorni che non meritavano luce. Come oggi, ingnorato, si inabissa nel mare, e io ghignando penso che ho mangiato altra luce. Donami la tua luce. E io mangerò, e partorirò tenebra. E il figlio ucciderà il padre, …
Scesa la notte, nel silenzio, posso sentire quella voce, la voce che appartiene a quel me stesso che avevo creduto di poter uccidere. La voce che piange. Grida. Reclama vita. E solo di notte lui riesce a svegliarsi, di notte quando altre voci non lo soffocano, quando sono solo con il silenzio, quando non c’è luce per accecarlo.
E nemmeno viene la pioggia, a lavare via il senso di colpa.
Silenzio. Buio.
孤独
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