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Il Blog di Ruggero Cattelan.

mag

15

Bianco

Inserito da ルッジェーロ il 15 maggio 2008 Trackback.

Vuoto. Vuoto e dimenticato e cancellato, continuo a scrutare nel bianco vuoto. Non posso trovare la fine, ho dimenticato l’inizio, e in questo silenzio qualcosa dentro di me sta urlando che forse perdere la strada era tutto quello che desideravo. Ma il cielo brucia di rabbia e reclama il suo nero, vedo le sue dita rossastre scendere nella notte-non-notte artigliando nel latte che si dissolve, e dopo il bianco scende il nero, e io lo accolgo, come sempre è stato nel mio cuore, come un vecchio amico che ormai conosce la mia storia, e che non può più tradirmi, come se dentro di me, non volessi nessun altro. Perchè la luce inganna, e i suoi riflessi sono da guardare, e mai da adorare, come ho fatto e come ho potuto ridere piangere sperare sognare prigioniero in un riflesso, perdendo sostanza, perdendo forma, andavo a perdendo me stesso. Ma ho ancora un fratello, e ancora un regno, e ancora il dominio sulle tenebre della mia mente.

mag

14

Spirali

Inserito da ルッジェーロ il 14 maggio 2008 Trackback.

spirali

mag

12

Luce

Inserito da ルッジェーロ il 12 maggio 2008 Trackback.

Luce. Luce che ti colpisce violentemente, colpisce la tua superficie e tu lenta cominci a scaldarti, a fremere vibrare risvegliarti dal sonno del buio che ti ricopriva. Vibrazioni sotto di te, rumori vibranti rumori ritmici e le tue fibre vibrano scompigliandosi nell’aria che ti viene risucchiata attorno e la paura che ti avvolge, senti la senti sopra di te con violenza. La senti strofinarsi su di te e annegarti nella sua liquida consistenza ricoprirti e continua ad accompagnarti nel risveglio, mentre sei distesa, poi lentamente ti abbandona, goccia dopo goccia evapora nel calore luminoso della finestra aperta. Sei sempre lì, distesa nella luce ad ascoltare le vibrazioni del pavimento su cui sei stesa, ascoltare ed attendere, sentendo ogni fibra del tuo corpo vibrare e flettersi nella brezza del mattino. Attendi. Una porta si apre, sfiorandoti appena e tu non ti muovi, incatenata, incollata al pavimento. Sulla porta c’è un uomo. Allunga le braccia, come per riprendersi anche lui da una lunga notte. Fuori dalla finestra, fuori dalla tua vista, rumori prolungati e strazianti, un ululare sonoro espressione di qualcosa che hai visto nelle fotografie appese alle pareti, un esterno che puoi solo immaginare, espressione irreale del Fuori. E l’uomo infila una mano in tasca, abbassa gli occhi e tu ora li puoi vedere, ora che ti guarda ti senti bruciare di odio, odio che vibra su di te, esce dai tuoi occhi sottili e si fissa nei suoi. Come se non ti vedesse lui tira fuori una sigaretta, si appoggia alla porta e l’accende. Guardi il fumo con odio, hai sempre odiato le sigarette. Ha finito, ora guarda la finestra, guarda ciò che tu non puoi vedere. Troppo in alto. Lascia cadere su di te la sigaretta, e senti il tuo corpo bruciare. Allunga un piede e schiaccia violentemente su di te il mozzicone fumante, mentre tu continui a bruciare e bruciare di dolore. Lui, è il primo di una moltitudine, di una moltitudine che ti calpesta. Puoi solo rimanere ferma, fino alla fine della tua giornata.

mag

10

Mare

Inserito da ルッジェーロ il 10 maggio 2008 Trackback.

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mag

03

Riflessi

Inserito da ルッジェーロ il 03 maggio 2008 Trackback.

RiflessiNel riflesso di una pozzanghera ho visto anche il sole, nella perla racchiuso come sofferente, ed è un sole debole, pallido fantasma della luce che brucia nel cielo. Così, lo voglio guardare, debole e stanco. Contrappasso. Tu mi tradisci ogni giorno, mi porti la luce e mi porti la speranza, e non mi parli della notte che scenderà a portarmi via. Non mi parli e ti inabissi, esplodendo nel mare, lanciando gli ultimi tuoi brandelli di luce, mentre ti allontani, e mentre si allontana. E quando nera e fredda arriva, silenziosa sussurra, “…”.

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